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Georadar

Il metodo comunemente chiamato georadar (noto in campo internazionale con il termine anglosassone di ground probing radar - GPR), è un sistema di indagine del sottosuolo, a piccole profondità, basato sulla riflessione delle onde elettromagnetiche con frequenza compresa tra 10 e 2000 MHz.
Questo metodo, rappresenta la vera novità nel campo delle prospezioni geofisiche in archeologia. Se utilizzato correttamente nelle condizioni ambientali opportune, è effettivamente in grado di mostrare la stratigrafia della parte di terreno investigato.
Il georadar, una volta valutata le caratteristiche elettriche del mezzo attraversato dall'impulso elettromagnetico è in grado di "vedere" la forma dell'oggetto, il suo spessore e valutare la profondità alla quale esso si trova, con una precisione e attendibilità generalmente maggiore di quella degli altri metodi sopra descritti.
Il metodo è relativamente giovane (circa 30 anni) e fornisce i migliori risultati quando viene impiegato in terreni a bassa attenuazione, caratterizzati da un bassa conduttività elettrica, come sabbia, roccia, ghiaccio, ecc. E' molto meno efficace quando opera in mezzi ad alta attenuazione come argilla e limi saturi, acqua con alta concentrazione di sali. Per tali ragioni spesso in geofisica vengono utilizzate tecniche aventi caratteristiche di investigazione differenti, al fine di sopperire ad eventuali mancanze di risoluzione dovute a fattori (ambientali) sopra citati.
Operativamente il GPR, consiste nell'invio nel terreno di impulsi elettromagnetici ad alta frequenza (radio frequenze) e nella misura del tempo (in ambito radar si usa parlare di centimetri al nanosecondo, 1ns=0,000000001 s) impiegato dal segnale a ritornare al ricevitore dopo essere stato riflesso da eventuali discontinuità intercettate durante il suo percorso. Tali riflessioni sono causate in generale dal cambiamento delle proprietà elettriche del sottosuolo, dalla variazione del contenuto d'acqua, da cambiamenti litostratigrafici. In particolare, nel caso della prospezione per scopi archeologici, le riflessioni possono essere prodotte da strutture, da vuoti presenti nel terreno (ipogei, cunicoli, ecc.), da elementi metallici e superfici di contatto tra strati differenti.
 
In sintesi possiamo dire che:
- un'antenna trasmette un segnale di tipo impulsivo (ondina);
- l'ondina intercettando un oggetto immerso in un mezzo omogeneo (discontinuità elettromagnetica) viene in parte respinta in superficie (riflessione);
- in superficie l'ondina riflessa viene raccolta da un'antenna ricevente;

Scopi ed utilizzo della tecnica GPR:

- Indagini per la ricerca di sottoservizi, cavità nascoste e ricerca archeologica.

- Indagini per la localizzazione di eventuali materiali ferrosi e/o valutazione presenza di ordigni bellici in superficie.

 
Vengono illustrati alcuni lavori eseguiti e il Georadar in dotazione “Dector Duo - IDS”.