Tomografia Elettrica
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Tomografia Elettrica

Metodo della resistività elettrica:

La resistività elettrica è senza dubbio una delle proprietà fisiche più utilizzate per l’esplorazione geofisica indiretta del sottosuolo, grazie anche all’elevato intervallo di valori che essa può assumere al variare della natura dei corpi investigati.

Tra i metodi più conosciuti, sviluppati per rilevare la sua distribuzione all’interno dei corpi studiati, uno dei più affidabili è la cosiddetta Geoelettrica. Questo metodo ricava la distribuzione della resistività elettrica nel sottosuolo, elettricamente disomogeneo, iniettando una corrente continua mediante due elettrodi conficcati nel terreno, detti convenzionalmente AB, e misurando contemporaneamente la differenza di potenziale (d.d.p.), associata al campo elettrico generato, tra due elettrodi distinti dai primi, detti convenzionalmente MN.

Metodo della caricabilità:

La polarizzazione indotta (IP), invece, è un fenomeno elettrico che si manifesta all’interno di mezzi sia nel dominio del tempo, con tensioni di rilassamento all’interruzione di un flusso di corrente elettrica energizzante a gradino, che nel dominio della frequenza, con una precisa legge di dispersione della resistività elettrica al variare della frequenza di un flusso di corrente alternata energizzante.

La tecnica geofisica della Tomografia Elettrica ERT, ha la particolare capacita di individuare anche piccole variazioni di resistività e caricabilità nel terreno, sia per profondità oltre 100 m p.c. sia per distanze longitudinali anche chilometriche. Risulta la miglior tecnologia disponibile per individuare nei terreni le resistività e caricabilità in grado di distinguere i diversi materiali presenti in un sito:

1. Materiali vari di demolizione hanno alti valori di resistività, mentre se armati (il ferro si carica con il passaggio di corrente), hanno bassi valori di resistività ed in genere alti valori di caricabilità.
2. Le plastiche hanno elevati valori di resistività ed in genere  non danno nessun tipo di caricabilità o bassi valori. 
3. I fanghi di sale  hanno bassi valori di resistività ed un'ottima caricabilità.
4. Il ferro ed eventuale formazioni di liquidi mineralizzati come il percolato hanno bassi valori di resistività ed elevati valori di caricabilità.
5. Gli RSU hanno se asciutti e/o con molta plastica o materiale secco hanno alti valori di resistività, mentre in presenza di percolato hanno bassi valori di resistività ed alti valori di caricabilità.
6. I paleoalvei in genere hanno alti valori di resistività in falda dolce e bassi in falda salmastra o salata e, se vi è un buon passaggio di liquidi (nelle sabbie la permeabilità è elevata) hanno alti valori di caricabilità.
7. Verifica di eventuali plume di uscita di materiale mineralizzato dalle discariche: questo diminuisce molto la resistività del terreno naturale per la presenza di materiali chimicamente reattivi (es. i metalli) e per tale ragioni di “facile” individuazione con tecniche geoelettriche.
8. Verifica in 3D dei rifiuti ed eventuali fonti di inquinamento nei terreni adiacenti alle discariche.


Georesistivimetro utilizzato:  ABEM SAS 1000 con LUND Imagin System della ditta ABEM- Svezia. Strumento digitale per indagini di Resistività – IP & SP con dynamic range 140 dB con funzione multielettrodo.

Vengono fornite alcune immagini di lavori eseguiti in discariche ed anche un lavoro per ricerca idrica eseguito con un profilo di 3600 metri e profondità di indagine di oltre 500 m p.c.